Michele Cappadona: «Soddisfazione dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia per l’impegno dell’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino all’approvazione entro luglio in Giunta regionale delle misure di emergenza a sostegno dei settori del vino e del grano dell’Isola».
Incontro molto positivo il 7 luglio a Palazzo d’Orleans: le associazioni di categoria dei settori vitivinicolo e cerealicolo siciliani, tra cui i rappresentanti dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane, sono stati convocati dall’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino, presenti anche il presidente della Commissione Attività produttive dell’Ars, Gaspare Vitrano e il dirigente generale del Dipartimento dell’Agricoltura, Fulvio Bellomo.
Il tema è la grave situazione di entrambi i settori. Ci sono circa 2,7 milioni di ettolitri di vino bianco e rosso siciliano invenduto. A ridosso della nuova vendemmia, i serbatoi delle cantine sociali sono pieni a causa del calo dei consumi. A questo si sommano il sensibile incremento dei costi energetici e dei carburanti e gli effetti dei cambiamenti climatici.
Secondo le associazioni di categoria – ed è quanto propone AGCI Sicilia – l’unico modo per contrastare questa crisi è autorizzare una distillazione di emergenza, ossia trasformare il vino invenduto in alcol puro, con il sostegno della Regione.
Per il settore cerealicolo, il problema economico centrale è il crollo del prezzo di vendita del grano, sceso tra i 19 e i 23 centesimi al chilo (€19-23 al quintale) a causa delle importazioni massicce di grandi quantità di grano estero a basso costo che invadono i mercati globali e locali. Il grano siciliano viene scambiato alle stesse condizioni dei prodotti standard esteri, senza che ne vengano riconosciute le proprietà qualitative uniche. Coltivare un quintale di grano in Sicilia costa oggi più di €31,80. Questo genera una perdita netta fissa per ogni singolo sacco raccolto. I rincari principali riguardano il carburante agricolo per i trattori e le macchine da raccolta, i concimi e le sementi certificate, l’energia elettrica necessaria per la gestione aziendale. Ai rincari si sommano i danni derivanti dalle emergenze climatiche e dallo stato delle infrastrutture idriche. La mancanza cronica di piogge riduce drasticamente la quantità di chicchi prodotta per ettaro. In alcune aree dell’entroterra si finisce per trebbiare quasi solo per ricavare la paglia. La crisi climatica è amplificata da problemi strutturali datati. Secondo i monitoraggi idrici, le condotte destinate all’agricoltura perdono fino al 70% dell’acqua immessa.
È forte il rischio di desertificazione e abbandono dei terreni agricoli. Le aree interne (come Enna, Caltanissetta, Agrigento e Palermo) sono le più colpite. Molte aziende agricole rischiano la chiusura immediata perché prive della liquidità minima per finanziare le semine successive. Il rischio concreto è l’abbandono dei campi, che accelera la desertificazione del territorio siciliano o spinge alla svendita dei terreni per l’installazione di impianti fotovoltaici a terra.

«Apprezziamo l’impegno comunicato dall’assessore Sammartino per un intervento del governo regionale da deliberare entro luglio, e l’accordo tra tutti i gruppi parlamentari per esitarlo in Sala d’Ercole all’inizio di settembre – dichiara Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia –. Vino e cereali hanno bisogno di misure urgenti di liquidità, interventi strutturali ed efficaci tutele contro i prodotti agricoli di qualità inferiore provenienti dai mercati esteri. La Regione Siciliana ha risposto annunciando il varo di un piano triennale da 100 milioni di euro complessivi. La tempestività dei sostegni è un fattore essenziale, e per questo ringraziamo l’assessore Sammartino per il suo costante impegno verso le gravi criticità del comparto agricolo».
Sono inoltre necessarie misure rigorose stabili di contrasto al grano senza tracciabilità: controlli serrati nei porti siciliani (es. Pozzallo e Palermo) per bloccare il grano importato dall’estero che non rispetta gli standard europei di sicurezza alimentare, deprimendo i prezzi locali
«Contrastata l’emergenza di vino e grano, occorreranno interventi strutturali e tutele permanenti. Oltre allo sbarramento in ingresso di prodotti che non rispondono alle norme di tracciabilità, va posta una tutela sul prezzo minimo garantito: AGCI Sicilia chiede l’attivazione dei contratti di filiera che assicurino un compenso equo agli agricoltori, basato sui costi reali di produzione e non sulle quotazioni speculative delle borse merci. Proponiamo inoltre una moratoria sui debiti bancari, chiedendo che Regione intervenga, anche nei confronti del governo nazionale, per la sospensione immediata dei mutui e delle rate sui finanziamenti agrari per le aziende danneggiate dalla siccità. Vino e grano non sono solo asset economici ma anche identità culturale ultramillenaria della Sicilia. Siamo certi – conclude Cappadona – che l’assessore confermerà impegno e massima attenzione fin qui dimostrata per arginare e risolvere le criticità che pesano su tutte imprese agricole siciliane».
Credits: IlGazzettinodiSicilia

















































