Al confronto tra i rappresentanti del comparto vitivinicolo siciliano con l’assessore all’Agricoltura hanno preso parte Biagio Pecorino, presidente nazionale del settore AGCI AgroIttico, e Rosario Di Maria, presidente Cantine Ermes e dirigente AGCI regionale e nazionale.
Gli esponenti del mondo delle cooperative vitivinicole siciliane hanno incontrato il 15 giugno a Catania, al Palazzo della Regione, l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, per fare il punto sulle misure di contenimento della crisi e sulla programmazione per lo sviluppo e il rilancio del settore. Nel corso dell’incontro è emersa, infatti, la necessità di intervenire a livello emergenziale con una distillazione di crisi poiché, prima della vendemmia 2025, si è registrata una scarsa maturazione delle uve e una bassa qualità del prodotto legate in particolare alla presenza della cicalina, un insetto estremamente dannoso per le piante, e alla presenza di varie fisiopatie.
La cicalina africana, un tempo limitata a poche aree e ora endemica a causa del cambiamento climatico e delle temperature calde, colpisce duramente i vigneti succhiando la linfa delle foglie alterando l'attività fotosintetica della pianta e provocando il disseccamento fogliare. L'indebolimento della vite compromette la nutrizione dei grappoli, determinando una scarsa maturazione zuccherina e una qualità del prodotto insufficiente per la vinificazione.
A soffrire di più sono stati i vitigni a bacca rossa, storicamente più sensibili agli attacchi combinati di fisiopatie e stress climatici.
Per contrastare la diffusione della cicalina, i tecnici suggeriscono di non affidarsi a interventi d'urgenza improvvisati, ma di agire su più fronti. Monitoraggio termico e tempismo: lo sviluppo della cicalina accelera drasticamente con il caldo (sopra i 29°C). È fondamentale monitorare costantemente la presenza di neanidi (le forme giovanili dell'insetto) sotto le foglie a partire da maggio e giugno.
Trattamenti mirati: intervenire tempestivamente al superamento delle soglie critiche con insetticidi specifici ammessi o soluzioni biologiche per abbattere la popolazione prima della maturazione dei grappoli.
Per evitare il collasso economico delle cantine e lo stoccaggio di grandi volumi di vino non idonei agli standard commerciali di eccellenza, le cooperative hanno formalmente richiesto all'Assessorato regionale all'Agricoltura l'avvio delle procedure emergenziali. La distillazione di crisi permetterebbe di smaltire le scorte di bassa qualità trasformandole in alcol industriale, offrendo un ristoro economico immediato ai viticoltori colpiti.
Entro questa settimana le associazioni di categoria presenteranno in assessorato un articolato pacchetto di proposte volto a limitare i danni. L’assessore Sammartino, intanto, si è impegnato a portare il tema all'Assemblea regionale siciliana e a recuperare le risorse necessarie per finanziare il processo di distillazione.
Credits: AltraSicilia

















































