Michele Cappadona, AGCI Sicilia: «Deluse le aspettative dei contribuenti. Le Commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera bocciano tutti gli emendamenti al Milleproroghe di modifica della Rottamazione Quinquies, il cui testo rimane quello approvato in finanziaria».
È stato dichiarato inammissibile il tentativo di estendere la nuova sanatoria (Quinquies) anche a chi era già in regola con la precedente Rottamazione. Resta quindi il divieto di migrazione dalla Quater alla Quinquies per chi ha pagato regolarmente le rate fino al 30 settembre 2025.
Non approvata la riapertura termini della Rottamazione Quater per chi è decaduto dopo il 30 settembre 2025. Questi soggetti non possono rientrare nei benefici della vecchia sanatoria né possono inserire quegli stessi debiti nella nuova Quinquies.
Respinti gli emendamenti che chiedevano l'obbligo per i Comuni di aderire alla Quinquies per le entrate locali; l'adesione rimane a discrezione dei singoli enti tramite apposita delibera.
In sintesi, il Governo ha alzato un muro contro ogni ulteriore estensione della "pace fiscale" oltre quella già prevista in Manovra, per evitare ammanchi di gettito.
«Deluse, purtroppo le speranze di vedere corrette le storture e ampliato il perimetro degli effettivi beneficiari nella “Pace fiscale” promessa dalla maggioranza di governo», commenta Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia.

«Paradossale la situazione di chi è riuscito a pagare le rate della Quater entro il 30 settembre ma non ce l’ha fatta a saldare la scadenza del 30 novembre, e che ora si trova escluso sia dalla Quater che dalla Quinquies, mentre quelli già decaduti prima del 30 settembre possono essere ammessi alla nuova definizione. Ribadisco - continua Cappadona - le critiche già espresse alla Rottamazione Quinquies. Innanzitutto, il meccanismo che fa decadere questa nuova rateizzazione della durata di 9 anni, se si verifica un ritardo nel pagamento di due sole rate, che in un così lungo periodo è ragionevole possa anche verificarsi. Mancanza di flessibilità nell’integrazione di precedenti rateizzazioni, a partire dal “travaso” del residuo della Quater nella Quinquies. La sovrapposizione di diverse sanatorie crea un’innegabile confusione normativa e complessità gestionale. Basterebbe applicare il semplice principio di consolidamento del debito complessivo previsto nel privato. La definizione comprende i debiti affidati in riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, senza includere anche l’intero 1924.
La “pace fiscale” - spiega Cappadona - dovrebbe prevedere la possibilità per il contribuente di valersi di tutte le variabili già presenti nella rateizzazione ordinaria che chiunque può chiedere all’agenzia di riscossione: rateizzazione fino a 120 mesi e rate di importo crescenti. Quando lo Stato ha intenzione di “fare cassa”, dovrebbe semplicemente concedere a tutti la possibilità di saldo e stralcio di interessi e spese accessorie al debito originario di ogni importo, anche se già oggetto di rateizzazione. La decadenza dei piani di “rottamazione” dovrebbe essere riportata ad otto rate non consecutive. In sostanza, - conclude Cappadona - fermo restante il diritto di avere con il fisco una rateizzazione vigente in qualsiasi momento, si deve potere consolidare (ricalcolare) il proprio debito qualora per motivi di necessità non si riesca più a far fronte alle rate stabilite».
La "Rottamazione Quinquies 2026", stabilita dalla Legge di Bilancio 2026, consente di saldare i debiti assegnati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Permette di pagare solo il capitale, le spese di notifica ed esecuzione, eliminando sanzioni, interessi e aggio. La domanda deve essere presentata esclusivamente online entro il 30 aprile 2026.
Vantaggi: Sospensione immediata delle procedure esecutive (pignoramenti, fermi) e rilascio del DURC.
Credits: AltraSicilia

















































