Vitigni autoctoni, resilienza alla siccità e meccanizzazione: la Regione punta a consolidare il primato qualitativo dell’Isola.
Michele Cappadona, AGCI Sicilia: «Mentre la Sicilia del vino piange una produzione dimezzata in un biennio a causa della siccità, l'OCM “Ristrutturazione e riconversione vigneti” si pone come lo strumento tecnico per “resistere” al clima. Con un plafond che sfiora i 40 milioni di euro, la misura permette di trasformare vigneti in sofferenza in impianti moderni, meno idrovori e più redditizi, premiando chi scommette sulla sostenibilità del biologico».
«Diamo pieno sostegno agli agricoltori che affrontano le sfide del mercato - ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino -. L’intervento prevede un contributo finalizzato ad aumentare la competitività dei produttori per la riqualificazione delle produzioni, orientandole verso vini a denominazione di origine e a indicazione geografica protetta della nostra regione. Inoltre, incentiviamo la meccanizzazione degli impianti in modo da ridurre i costi attraverso l’adeguamento delle strutture viticole, favorendo l’aggregazione e la valorizzazione delle produzioni di qualità, anche attraverso il ricambio generazionale. Nonostante la difficoltà del momento, la grande partecipazione al bando dimostra che le aziende hanno voglia di innovarsi ed essere competitive»
Destinatari del bando sono imprenditori agricoli, ai sensi dell’articolo 2135 c.c., singoli o associati, che conducono vigneti impiantati con varietà di uve da vino o che detengono autorizzazioni valide al reimpianto di vigneti. Tutte le domande pervenute (oltre 900) sono state finanziate grazie al reperimento di ulteriori 18 milioni di euro, che si sommano ai 20 milioni della dotazione finanziaria inziale del bando; nel complessivo i contributi ammontano dunque a circa 38 milioni di euro. Nel corso del biennio le aziende finanziate saranno circa 2700, la totalità di quelle che hanno partecipato ai bandi.

«La Sicilia al centro dell'enologia europea», commenta Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI-Sicilia. Con la più ampia superficie vitata d’Italia, la Sicilia si prepara a una nuova fase di rinnovamento grazie al bando OCM Vino "Ristrutturazione e riconversione vigneti" per la campagna 2025-2026. Il Dipartimento Regionale dell’Agricoltura ha delineato le linee guida per l’accesso ai fondi, mettendo sul piatto risorse cruciali per permettere alle cantine dell'isola di rispondere alle sfide di un mercato sempre più esigente e di un clima che non concede tregua».
«In Sicilia, la misura non è solo un supporto economico, ma una vera leva strategica», dichiara Cappadona. Gli obiettivi principali sono ben definiti. Innanzitutto, la valorizzazione degli Autoctoni: priorità assoluta al reimpianto di varietà identitarie come il Grillo, il Nero d’Avola, il Catarratto e il Frappato, fondamentali per mantenere alta la competitività delle DOC e della DOCG Cerasuolo di Vittoria.
Poi l’adattamento Climatico: in un'isola che affronta sfide idriche crescenti, il bando incentiva l'adozione di sistemi di allevamento più resilienti e l'installazione di impianti di irrigazione a goccia di ultima generazione. Per ultima ma non ultima, la meccanizzazione: per abbattere i costi di gestione, si punta alla trasformazione dei vecchi impianti in vigneti "meccanizzabili", facilitando le operazioni di potatura e vendemmia».
«Per le aziende siciliane, spiega Cappadona, il sostegno è particolarmente vantaggioso. Essendo la Sicilia classificata come "regione meno sviluppata", il contributo a fondo perduto può coprire fino al 50% delle spese ammissibili. Le tipologie di intervento includono la riconversione varietale, il reimpianto per motivi fitosanitari e la ristrutturazione (modifica del sesto di impianto o del sistema di potatura). Oltre al contributo per i lavori, è prevista l'indennità per il mancato reddito, che compensa l’azienda durante i primi anni di improduttività del nuovo impianto. La Regione Siciliana applica criteri di punteggio rigorosi per stilare la graduatoria. Saranno favoriti i giovani agricoltori, le aziende che operano in regime di agricoltura biologica o con certificazione SQNPI, e i vigneti situati in zone ad alta valenza ambientale o con limitazioni naturali (viticoltura eroica)».
In un contesto dove l'export di vino siciliano continua a crescere, l'OCM 2025-2026 rappresenta l'ultima chiamata per modernizzare le strutture e garantire un futuro sostenibile alle generazioni di viticoltori siciliani».
In sintesi per il produttore siciliano, l’obiettivo è il miglioramento della qualità e la riduzione dei costi; l’aiuto è costituito dal 50% a fondo perduto + indennità perdita reddito; le priorità: Giovani, Bio, DOC/DOCG.
Nel bando OCM Ristrutturazione Vigneti 2025-2026 per la Sicilia, l'adozione del metodo di agricoltura biologica non è solo una scelta etica, ma un vero e proprio passaporto per il finanziamento, un vantaggio competitivo determinante in fase di graduatoria.
La Regione Siciliana ha voluto premiare con punteggi significativi (generalmente tra i 5 e i 7 punti extra, a seconda della declinazione specifica del bando annuale) le aziende che conducono l'intera superficie aziendale con metodo biologico certificato, aderiscono ai regimi di qualità certificata SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata), si impegnano a mantenere la certificazione per un periodo minimo (solitamente 5 anni) dopo l'erogazione del saldo. Questo "bonus" è spesso decisivo per superare la soglia di ammissibilità, specialmente in un'annata caratterizzata da un altissimo numero di istanze e circa 2.700 aziende partecipanti nell'ultima finestra.
«I dati sull’emergenza siccità e il "Vigneto Sicilia” parlano chiaro - continua Cappadona -. Il settore vitivinicolo siciliano ha affrontato nel 2024-2025 una delle crisi idriche più gravi degli ultimi decenni. La contrazione della produzione, secondo le stime di Assoenologi e ISMEA, nella vendemmia 2024 ha registrato un calo medio del 20-25% rispetto all'anno precedente, con punte drammatiche del 55-60% in alcune zone della provincia di Trapani e Agrigento rispetto al 2022. Sulla resa delle uve, la mancanza di piogge invernali e primaverili è stata causa di uno stress idrico estremo, riducendo drasticamente il peso dei grappoli e anticipando la vendemmia (la più precoce di sempre in alcune aree).
I danni economici, oltre alla perdita di prodotto, sono dovuti ai costi extra che le aziende hanno dovuto sostenere per l'irrigazione di soccorso (dove possibile) e per pratiche agronomiche volte a preservare la pianta dal disseccamento».
È importante segnalare come l'OCM 2025-2026 interviene positivamente. La misura non è solo un contributo economico, ma un vero "salvagente" strutturale contro il cambiamento climatico. Sul fronte dell’efficienza irrigua, il bando finanzia l'installazione di impianti di irrigazione di precisione (a goccia), fondamentali per ottimizzare l'uso della scarsissima risorsa idrica e garantire la sopravvivenza dei nuovi impianti. Importante il sostegno alle Varietà Resilienti assicurato dal bando, che incentiva la riconversione verso vitigni autoctoni siciliani (come il Perricone o il Catarratto) o portinnesti che hanno dimostrato una maggiore tolleranza alla siccità e alle alte temperature.
Importante il sostegno alla liquidità finanziaria. L'indennità per la perdita di reddito (mancato ricavo per l'estirpazione) e il contributo del 50% a fondo perduto forniscono ossigeno alle imprese colpite dai mancati incassi della vendemmia "light" del 2024. L’adattamento strutturale, cioè la ristrutturazione dei sistemi di coltivazione, permette una migliore gestione della chioma, utile per proteggere i grappoli dalle scottature solari (bruciature da calore).
«In sintesi, l'OCM 2025-2026 - conclude Michele Cappadona - può trasformare la crisi in opportunità, premiando chi scommette sul biologico e sulla modernizzazione per salvare l'economia enologica dell'isola».
Credits: AltraSicilia

















































