Michele Cappadona, AGCI Sicilia: «Il grande rischio da gestire è la decadenza dopo sole due rate e senza più i cinque giorni di tolleranza. È una sanzione iniqua e spropositata in una rateizzazione così lunga, non coerente con l’auspicata pace fiscale».
Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, si apre ufficialmente il sipario sulla Rottamazione Quinquies. Per le imprese, non si tratta solo di una sanatoria, ma di una complessa operazione di pianificazione finanziaria che richiede un’analisi chirurgica del debito.
Dalla verifica dei carichi fino al primo pagamento del 31 luglio 2026, abbiamo chiesto a Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia, una roadmap per non perdere i benefici e gestire correttamente la liquidità aziendale.
Presidente Cappadona, qual è innanzitutto il perimetro della definizione agevolata per i debiti contenuti nei carichi affidati all’Agente di Riscossione: cosa rientra?
A differenza delle precedenti edizioni, la Quinquies ha un perimetro più circoscritto. Sono rottamabili i debiti affidati all’Agente della Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Il focus è sui carichi derivanti da imposte dichiarate ma non versate (Redditi e Iva) e contributi INPS (con l’esclusione di quelli derivanti da accertamento).
Nota bene: restano esclusi i debiti già inseriti in precedenti definizioni agevolate (come la Quater) che risultino in regola al 30 settembre 2025. Solo i carichi “decaduti” dalle vecchie rottamazioni entro tale data possono tentare il reingresso nella nuova procedura.
Qual è il cronoprogramma previsto e il software da utilizzare?
Il calendario fiscale è serrato. Entro il 20 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) metterà a disposizione sul proprio portale il software per l’adesione. Attraverso questo strumento, i contribuenti potranno visionare il “Prospetto Informativo”, documento essenziale per quantificare lo sconto ottenibile (stralcio di sanzioni, interessi di mora e aggio) e simulare i piani di rientro. Il termine ultimo per l’invio delle istanze è fissato al 30 aprile 2026.
La nuova rottamazione ha regole ferree: un vero e proprio addio alla tolleranza
Un cambiamento radicale riguarda le scadenze. Scompare la storica tolleranza dei 5 giorni: i pagamenti dovranno essere tassativi. La decadenza dai benefici scatterà in caso di mancato o insufficiente versamento dell’unica rata, dell’ultima rata del piano o di due rate, anche non consecutive, in caso di dilazione lunga.
Come si devono valutare le strategie di rateazione e il rischio “Decadenza”?
La Quinquies offre una flessibilità inedita: pagamento in un’unica soluzione o dilazione in un massimo di 54 rate bimestrali (circa 9 anni), con un tasso d’interesse del 3% annuo. La rata minima è di 100 euro.
Per le imprese, la scelta tra un’istanza unica o lo “spacchettamento” dei debiti in più domande è cruciale. Presentare più istanze permette di gestire meglio eventuali crisi di liquidità: se l’azienda non riesce a pagare un piano, decade solo da quello, salvaguardando gli altri. Tuttavia, bisogna prestare attenzione alla rata minima: per debiti esigui, lo spacchettamento riduce drasticamente il numero di rate disponibili, accorciando l’orizzonte temporale del rientro.

In cosa consiste la strategia dello spacchettamento per la pianificazione del rischio di decadenza?
In effetti il cosiddetto “spacchettamento” è fondamentale per la pianificazione finanziaria. È una delle strategie più efficaci per le imprese che devono gestire volumi debitori importanti. In termini tecnici, consiste nel non inserire tutti i carichi pendenti in un’unica domanda di adesione, ma nel presentare più istanze separate raggruppando le cartelle esattoriali per tipologia o per importo.
La logica del “vano stagno” riguarda la gestione del rischio principale della rottamazione: la decadenza. Se un’azienda inserisce 100.000 euro di debiti in un’unica istanza e, a causa di una crisi di liquidità improvvisa, salta due rate, perde il beneficio su tutto l’importo. I vecchi interessi e le sanzioni vengono ripristinati integralmente. Dividendo il debito (ad esempio) in tre istanze separate: A: Debiti prioritari (es. IVA); B: Contributi INPS; C: Altri carichi minori. Se l’azienda non riesce a pagare le rate dell’Istanza C, decade solo per quei carichi, mentre i benefici ottenuti con le istanze A e B rimangono validi e protetti.
Altro elemento è il limite della rata minima (100 euro). Lo spacchettamento ha un limite tecnico: la rata minima non può scendere sotto i 100 euro. Questo parametro incide direttamente sulla durata del piano. I due estremi di rateizzazione sono il debito totale in un’unica istanza: se ho 10.000 euro di debito, posso spalmarli in 54 rate bimestrali (circa 185€ a rata) per 9 anni; l’altro estremo è il debito spacchettato eccessivamente: se creo un’istanza separata per una cartella da soli 600 euro, non potrò avere 54 rate. Poiché la rata minima è 100 euro, l’AdER mi concederà al massimo 6 rate. Di conseguenza, dovrò estinguere quel debito in un solo anno anziché in nove.
È fondamentale inoltre prestare attenzione all’effetto integrativo o sostitutivo conseguente alle due modalità con cui si inviano più domande entro il 30 aprile 2026. Domanda integrativa: se invio una domanda per la cartella X e poi una per la cartella Y, le due si sommano (spacchettamento riuscito). Domanda sostitutiva: se invio una domanda per la cartella X e poi una seconda domanda che contiene sia la cartella X che la cartella Y, la seconda annulla e sostituisce la prima, accorpando i debiti.
La strategia ideale prevede di accorpare i carichi in 3 o 4 macro-aree omogenee. In questo modo si ottiene un buon bilanciamento tra la sicurezza di non perdere tutto il beneficio e la possibilità di mantenere rate basse e sostenibili nel lungo periodo.
Inoltre, è bene ricordare che con la Quinquies non esistono più i 5 giorni di tolleranza: lo spacchettamento diventa quindi un “paracadute” ancora più necessario rispetto al passato.
I vantaggi immediati: DURC e sospensione esecuzioni
Presentare l’istanza produce effetti immediati e vitali per l’operatività aziendale. Una volta inviata la domanda, vengono sospesi i termini di prescrizione e decadenza e, soprattutto, l’AdER non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche, né proseguire procedure esecutive già avviate. Questo passaggio è fondamentale per le imprese che necessitano del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) per appalti o finanziamenti.
Come si avrà notizia dell’accettazione della domanda di definizione?
Entro il 30 giugno 2026, l’Agenzia invierà la “Comunicazione delle somme dovute”. Sarà l’ultimo controllo prima del kick-off finanziario del 31 luglio 2026, data in cui il versamento della prima rata chiuderà la fase istruttoria, dando inizio a un percorso di risanamento che potrà accompagnare l’azienda per il prossimo decennio.
Credits: IlGazzettinodiSicilia

















































