Cappadona: «Il dlgs 142/2015 stabilisce che i Comuni che assicurano l'attività di accoglienza, tenuti a pagare le rette dei relativi servizi affidati alle cooperative sociali, accedono ai contributi disposti dal Ministero dell'interno a valere sul Fondo nazionale per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, nel limite delle risorse del medesimo Fondo e comunque senza alcuna spesa o onere a carico del Comune interessato all'accoglienza dei MSNA».
«Prima l’ANCI e poi 23 organizzazioni che operano in Italia - continua Cappadona - hanno denunciato l'emanazione a maggio da parte del Viminale di una circolare retroattiva con cui si informano i Comuni che il contributo statale assicura una copertura per il 2025 solo del 35% e che i Comuni debbano farsi carico da soli dei maggiori costi dell’accoglienza».
Un nuova nota sulla disperata situazione delle cooperative sociali dell’Isola, è stata indirizzata al ministro degli Interni Matteo Piantedosi e per conoscenza al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Papa Leone XIV, nonché all’assessorato alla Famiglia, delle Politiche sociali e del lavoro della Regione Siciliana a firma di Alessandro Lo Presti, a nome e nell’interesse delle Strutture di Accoglienza di secondo livello di Minori stranieri non accompagnati della Sicilia, in particolare nella provincia di Agrigento.
«Le cooperative sociali - denuncia Alessandro Lo Presti - non ricevono più fondi da quattordici mesi e sono stati costretti ad indebitarsi con gli enti bancari per sostenere le rispettive strutture, garantire un salario ai propri dipendenti, nonché il primario interesse di tutti i minori ospitati.
Da svariati mesi, ormai, non avvengono più collocamenti di minori stranieri al Sud, mentre al Nord le strutture lavorano regolarmente e senza grandi difficoltà di tipo gestionale ed economico e questo risulta essere un aspetto fortemente discriminatorio, considerato, del resto, che in periodi di grande emergenza le cooperative del Sud hanno accolto più minori di quelli previsti, con notevoli difficoltà gestionale ed organizzative cercando, tuttavia, di garantire sempre un buon servizio».
«Inoltre, ci ritroviamo a mantenere in struttura ospiti neomaggiorenni, in possesso di regolare decreto da parte del Tribunale per i Minorenni che stabilisce il loro diritto a rimanere ospiti di struttura di accoglienza fino all’età di ventuno anni, le cui rette non vengono retribuite dai comuni referenti e che non vengono trasferiti presso altre strutture della rete SAI poiché piene».
La nota delle cooperative sociali “chiede l’immediato intervento da parte di tutte le istituzioni interessate al fenomeno dell’accoglienza di minori stranieri non accompagnati, affinché vi sia una equa distribuzione dei fondi, una regolarizzazione amministrativa degli inserimenti su tutto il territorio italiano, nonché la programmazione di un tavolo tecnico che permetta di affrontare, come in questo caso, situazioni di grande ristrettezza economica che sta mettendo in ginocchio una consistente fascia di lavoratori».

«La nuova crisi che colpisce il settore dell’assistenza ai MSNA - spiega Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia - esplode lo scorso giugno, quando il ministero comunica che per il 2025 “le richieste di accesso al contributo sono risultate di gran lunga superiori rispetto alle risorse disponibili […] tanto da non rendere oggettivamente possibile l’erogazione della totalità dei contributi richiesti”. Sottolineiamo che si tratta di somme che i Comuni hanno già anticipato dai propri bilanci».
Gaetano Manfredi e Gianguido D’Alberto, rispettivamente presidente e delegato all’immigrazione di Anci, scrivono subito una nota di protesta al ministro dell’interno Matteo Piantedosi e al ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.
Paolo Amenta, presidente di Anci Sicilia, scrive al governo nazionale e regionale: «Manifestiamo la forte preoccupazione dei Comuni siciliani in merito alle recenti decisioni che prevedono un drastico ridimensionamento dei fondi statali destinati all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Una misura che rischia di mettere in crisi i Comuni siciliani, già gravati da difficoltà finanziarie strutturali». Amenta chiede a Roma e a Palermo il ripristino della copertura integrale dei costi sostenuti dai Comuni; l’immediata liquidazione delle somme arretrate; l’apertura di un tavolo tecnico nazionale con il coinvolgimento di Anci Sicilia, Regione, prefetture e Terzo settore.
La Sicilia è la regione che accoglie più Msna in Italia: 3.382 al 30 giugno 2025 su 16.497 presenti in Italia, pari al 21%. Amenta ha annunciato che «in assenza di risposte concrete, i Comuni siciliani si riservano di adottare tutte le iniziative necessarie a tutela degli enti rappresentati e della tenuta finanziaria locale».
«Abbiamo parlato della drammatica situazione del settore MSNA con il vicepremier Matteo Salvini e il sottosegretario alle Politiche sociali Claudio Durigon - continua Alessandro Lo Presti -, cui abbiamo rappresentato come ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni, ottenendo la promessa di interessamento e di un intervento dopo Ferragosto».
«S’impone un intervento deciso del governo Schifani nel settore MSNA, dove le strutture di assistenza siciliane denunciano disparità di trattamento rispetto quelle del Nord - continua Michele Cappadona -. Questo comparto del sistema di assistenza rientra nella crisi molto più ampia e profonda della cooperazione sociale come presidio territoriale di welfare. Il governo regionale non può consentire che continui la desertificazione delle imprese sociali che garantiscono sussidiarietà, solidarietà e servizi di prossimità, violando le tutele che l’art. 45 della Costituzione impone a sostegno delle cooperative, e i diritti incomprimibili dei cittadini ai livelli essenziali di assistenza. La Pubblica Amministrazione scarica il peso dei servizi di assistenza sociale sulla cooperazione. Viene ancora eluso l’adeguamento delle rette al nuovo contratto nazionale di lavoro. Auspichiamo che anche l’attualità del dibattito sul concetto di Autonomia Differenziata - conclude Cappadona - sancisca di porre fine in Sicilia alla decimazione del tessuto locale delle cooperative sociali che garantiscono i servizi ai cittadini più fragili».
Minori stranieri non accompagnati: quadro normativo
Credits: AltraSicilia
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